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L'AVVOCATO FRANCESCO MARTINO COMBATTE BATTAGLIE CIVILI PER DIFENDERE I PIU' DEBOLI CONTRO I POTERI FORTI. IL SUO STUDIO SI TROVA ALLA VIA ISONZO N. 5 81036 SAN CIPRIANO D'AVERSA TELEFAX 0818163125 CELLULARE 3477446232
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Cosa fare per non pagare

Negli ultimi tempi l’Equitalia Polis la società che ha sostituito la Gest-Line per riscuotere i tributi ha no-tificato ai cittadini numerose cartelle di pagamento per tributi di vario genere, riferiti anche a molti anni addietro, minacciando, in caso di mancato pagamento, di pignorare gli immobili e/o di sottoporre i veicoli a fermo amministrativo, anche per debiti di modesta entità. Vista la gravità delle conseguenze dell’operato dell’Equitalia ci sembra giusto far sapere ai cittadini cosa fare per contrastare l’operato di quest'ultima i cui dirigenti affermano che solo per paura dei pignoramenti e dei fermi amministrativi i cittadini pagano i tributi ed è possibile fronteggiare l’evasione fiscale. 

 

A prescindere dal giudizio che ognuno di noi esprime sulla legittimità dell’operato dell’Equitalia è giusto evidenziare che:
1) i fermi amministrativi dei veicoli, disposti anche per debiti di modesta entità, (spesso costa più la revoca del fermo amministrativo che pagare il tributo), arreca un grave ed ingiusto danno ai contribuenti perché impedisce loro di recarsi al lavoro e guadagnare il denaro necessario anche a pagare i tributi;
2) dopo aver sottoposto a pignoramento immobiliare case e terreni dei contribuenti l’Equitalia li mette all’asta vendendoli non a prezzo di mercato ma in base al valore catastale con il serio pericolo che tali beni immobili siano acquistati, per pochi soldi, dagli speculatori che hanno intravisto in queste procedure un ottimo sistema per guadagnare ingenti somme di denaro, magari riciclando il denaro frutto di attività malavitose.

Molti esperti sostengono che, con questi metodi così aggressivi, vi è il rischio di favorire chi, grazie ai soldi guadagnati con l’evasione fiscale si è arricchito a danno di cittadini colpevoli solo di aver smarrito ricevute pagate molti anni prima, convinti dell’obbligo di dover conservare le ricevute pagate per 3-5-10 anni, perché trascorso questo termine, a secondo del tributo, si prescrive il diritto dell’ente di richiederne il pagamento. La rabbia dei cittadini aumenta quando, chiedono chiarimenti circa la regolarità della notifica delle cartelle riferiti a tributi di molti anni fa ed i funzionari dell’Equitalia rispondono che sono conservate solo le cartelle notificate negli ultimi 5 anni e non possono dimostrare di aver notificato le cartelle risalenti agli anni precedenti, ma nonostante ciò l’Equitalia notifica un estratto di ruolo dove viene apposta affianco al numero della cartella una P che è l’unica prova che la cartella è stata notificata, magari a persone che non avevano i requisiti per ritirare gli atti. A tal riguardo si evidenzia che, in passato, spesso, è accaduto che gli addetti alla notifica, pur di incassare i compensi, non notificavano le cartelle e/o le consegnavano a persone non conviventi. Infatti il legislatore consapevole di questo problema ha obbligato ad inviare una nota tramite raccomandata con ricevuta di ritorno dove comunica all’intestatario della cartella che la stessa è stata consegnata a persona diversa per cui se non l’ha ricevuta può recarsi presso gli uffici per ritirarne una copia. La gravità di tutto ciò aumenta quando i dipendenti dell’Equitalia si rivolgono ver-so i cittadini che si lamentano di quest’ingiustizia con atteggiamenti arroganti e con l’aria sospettosa di chi considera il cittadino un furbo che non vuole pagare i tributi.
E’ moralmente ingiusto che gli enti e l’Equitalia mettano le mani nelle tasche dei citta-dini oggi che si vive un momento di forte crisi eco-nomica ed i cittadini sono costretti a sottoporsi ad enormi sacrifici per fronteggiare tutte le spese cor-renti, senza poter garantire che i tributi non sono stati già pagati e/o non si siano prescritti, perchè sono pochi coloro che hanno conservato ricevute di pagamento risalenti a 3-5-10 anni fa ed è costo-so adire la magistratura per opporsi alle illegittime ed ingiuste richieste di pagamento dell’Equitalia.
L’Associazione Alba Nova composta da cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri offre sostegno morale ed assistenza legale a chi ha subito pignoramenti immobiliari e fermi amministrativi da parte di Equitalia e chiede all’intera classe politica di modificare la legge sulla riscossione dei tributi, adottata dal governo D’Alema e confermata dai governi Prodi e Berlusconi che, com’è attuata oggi, è moralmente ingiusta perché consente ad Equitalia di chiedere il pagamento di tributi di cui non può dimostrare la regolarità delle notifiche effettuate in passato. Poiché i politici si dimostrano, spesso, disattenti ed insensibili verso le reali esigenze dei cittadini occorre una forte mobilitazione popolare da parte di chi non sopporta più soprusi ed ingiustizie dei poteri forti perché solo così si potrà ottenere maggiore tutela per i più deboli ed indifesi. E’ giunto il momento di operare smettendola di aspettare che siano gli altri a sacrificarsi perché solo chi partecipa ad iniziative positive e finalizzate al bene collettivo recupera dignità ed ottiene la stima dei propri figli verso i quali si ha il dovere di offrire un mondo migliore di quello attuale.

 

 
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